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“L’Orto”- Rivista di lettere e arte - In mostra a Bologna dal 18/04/2019 al 31/07/2019
Wednesday, 22 May 2019 15:51
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“L’Orto”- Rivista di lettere e arte. Un’avventura culturale nella Bologna degli anni Trenta

dal 18 aprile al 31 luglio 2019

San Giorgio in Poggiale


La Bologna degli anni Trenta è una città proiettata nella modernità, forte della sua posizione di centralità nei commerci e nei traffici e di un’economia agricola ed industriale solida, candidata a diventare esempio fulgido, per il Regime, della laboriosa provincia italiana. È in questo clima che nel maggio del 1931 cinque giovani bolognesi si riuniscono per fondare una nuova rivista di arte e letteratura, «L’Orto», che esalti i valori dell’Italia rurale e della tradizione vagheggiati dal Regime: un intento programmatico ribadito anche dal titolo volutamente dimesso e umile, in contrasto con l’altisonanza, il vitalismo e l’esaltazione della modernità propri di altre pubblicazioni coeve.

Da giovedì 18 aprile presso la Biblioteca d’Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale sarà possibile visitare la mostra «L’Orto» – Rivista di lettere e arte. Un’avventura culturale nella Bologna degli anni Trenta, promossa da Genus Bononiae. Musei nella città e Fondazione Carisbo e curata da Benedetta Basevi, Mirko Nottoli e Daniela Schiavina, con il coordinamento e la supervisione di Pierangelo Bellettini, Direttore di San Giorgio in Poggiale.

L’esposizione ripercorre la storia della rivista, pubblicata dal 1931 al 1939 attraverso oltre 40 documenti originali acquistati nel 2004 dalla Fondazione Cassa di Risparmio, tra fascicoli della rivista, copertine ed illustrazioni di artisti come Filippo De Pisis, Ottone Rosai e Nino Bertocchi.
Tra alterne fortune, il periodico fondato dai fratelli Giorgio e Otello Vecchietti, dagli artisti Nino Corrado Corazza e Gianni Poggeschi e dal giornalista e scrittore Giannino Marescalchi, vide la collaborazione di poeti come Umberto Saba e Mario Luzi, giornalisti come Corrado Pavolini e Giuseppe Dessì, critici e intellettuali come Carlo Bo e Giuseppe Marchiori.
Tra i più assidui ci fu Luigi Bartolini, autore del libro “Ladri di biciclette” da cui fu poi tratto il capolavoro neorealista sceneggiato da Zavattini e diretto da De Sica.


Il disegno originale del galletto

ALESSANDRO CERVELLATI 1931 - Logo de L'Orto per gli anni 191-1932 (e dell'Informatore)

La mostra si struttura nei quattro periodi della storia della rivista, che corrispondono alle case editrici che la stamparono nel corso degli anni: tra il maggio 1931 e l’aprile 1932 fu stampata a Bologna per le Edizioni dell’Orto; dopo un breve periodo veneziano dall’ottobre 1932 all’aprile 1933 con le edizioni Nord-Est di Giuseppe Marchiori, la rivista tornò a Bologna, dove fino all’aprile 1936 fu prodotta dalle Edizioni Lombardini, per poi passare, nel quarto periodo, dall’aprile 1937 al dicembre 1939, alle Edizioni Felice Le Monnier di Firenze.

All’interno dei quattro periodi sono stati individuati nel percorso espositivo alcuni nuclei tematici particolarmente significativi: tra essi il ruralismo, l’esaltazione della maternità, l’architettura razionalista, l’arte di Ottone Rosai e di Filippo de Pisis, con i suoi “ragazzi”, ritratti di figure maschili efebiche, vera ossessione dell’artista ferrarese.

Nonostante l’adesione al Regime infatti la rivista si segnalò per un atteggiamento prudente e spesso insofferente nei confronti dell’altisonante retorica fascista, per la sua ecletticità e la sua rinuncia ad etichette e programmi.

La Bologna degli anni Trenta è una città proiettata nella modernità, forte della sua posizione di centralità nei commerci e nei traffici e di un’economia agricola ed industriale solida, candidata a diventare esempio fulgido, per il Regime, della laboriosa provincia italiana. È in questo clima che nel maggio del 1931 cinque giovani bolognesi si riuniscono per fondare una nuova rivista di arte e letteratura, «L’Orto», che esalti i valori dell’Italia rurale e della tradizione vagheggiati dal Regime: un intento programmatico ribadito anche dal titolo volutamente dimesso e umile, in contrasto con l’altisonanza, il vitalismo e l’esaltazione della modernità propri di altre pubblicazioni coeve.

Da giovedì 18 aprile presso la Biblioteca d’Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale sarà possibile visitare la mostra «L’Orto» – Rivista di lettere e arte. Un’avventura culturale nella Bologna degli anni Trenta, promossa da Genus Bononiae. Musei nella città e Fondazione Carisbo e curata da Benedetta Basevi, Mirko Nottoli e Daniela Schiavina, con il coordinamento e la supervisione di Pierangelo Bellettini, Direttore di San Giorgio in Poggiale.

L’esposizione ripercorre la storia della rivista, pubblicata dal 1931 al 1939 attraverso oltre 40 documenti originali acquistati nel 2004 dalla Fondazione Cassa di Risparmio, tra fascicoli della rivista, copertine ed illustrazioni di artisti come Filippo De Pisis, Ottone Rosai e Nino Bertocchi.
Tra alterne fortune, il periodico fondato dai fratelli Giorgio e Otello Vecchietti, dagli artisti Nino Corrado Corazza e Gianni Poggeschi e dal giornalista e scrittore Giannino Marescalchi, vide la collaborazione di poeti come Umberto Saba e Mario Luzi, giornalisti come Corrado Pavolini e Giuseppe Dessì, critici e intellettuali come Carlo Bo e Giuseppe Marchiori.
Tra i più assidui ci fu Luigi Bartolini, autore del libro “Ladri di biciclette” da cui fu poi tratto il capolavoro neorealista sceneggiato da Zavattini e diretto da De Sica.

La mostra si struttura nei quattro periodi della storia della rivista, che corrispondono alle case editrici che la stamparono nel corso degli anni: tra il maggio 1931 e l’aprile 1932 fu stampata a Bologna per le Edizioni dell’Orto; dopo un breve periodo veneziano dall’ottobre 1932 all’aprile 1933 con le edizioni Nord-Est di Giuseppe Marchiori, la rivista tornò a Bologna, dove fino all’aprile 1936 fu prodotta dalle Edizioni Lombardini, per poi passare, nel quarto periodo, dall’aprile 1937 al dicembre 1939, alle Edizioni Felice Le Monnier di Firenze.

All’interno dei quattro periodi sono stati individuati nel percorso espositivo alcuni nuclei tematici particolarmente significativi: tra essi il ruralismo, l’esaltazione della maternità, l’architettura razionalista, l’arte di Ottone Rosai e di Filippo de Pisis, con i suoi “ragazzi”, ritratti di figure maschili efebiche, vera ossessione dell’artista ferrarese.

Nonostante l’adesione al Regime infatti la rivista si segnalò per un atteggiamento prudente e spesso insofferente nei confronti dell’altisonante retorica fascista, per la sua ecletticità e la sua rinuncia ad etichette e programmi.

Tutti i martedì alle ore 15.00 si effettuano, su prenotazione, visite guidate gratuite con i curatori della mostra.

Ciclo di conferenze in occasione della mostra
Giovedì 16 maggio ore 17.30
Le stagioni e i disegni dell’ “Orto” con Benedetta Basevi e Mirko Nottoli

Giovedì 23 maggio ore 17.30
Gli scrittori dell’ “Orto” con Marco A. Bazzocchi

Giovedì 30 maggio ore 17.30
Oltre il disegno. La pittura degli artisti dell’ “Orto” con Marilena Pasquali

Giovedì 6 giugno ore 17.30
Giuseppe Marchiori editore dell’ “Orto” con Nicola Gasparetto
Spigolature e curiosità dal fondo archivistico “L’Orto” con Daniela Schiavina

Per le prenotazioni:
– chiedere informazioni al banco distribuzione e prestiti della biblioteca
– scrivere una mail a  This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it oppure chiamare 051 19936361 | 051 19936352 | 04119936324

Orari

Lunedì: 9-13
Martedì: 9-17
Mercoledì: 9-13
Giovedì: 9-13
Venerdì: 9-13

Sede

San Giorgio in Poggiale
via Nazario Sauro 20/2, Bologna

Biglietti

Ingresso gratuito


La copertina del N° 5 - 1932


La copertina del N° 1 de L'Orto nella nuova edizione del 2001

 

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